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GIOVANNI TRUPPI

by • 5 luglio 2013 • Ed. 2013Comments (0)14

E’ nato a Napoli nel 1981. Ha esordito nel 2009 con il disco “C’è un me dentro di me? (CinicoDisincanto/CNI).

A metà strada tra Piero Ciampi, Serge Gainsbourg e Giorgio Gaber è un cantastorie inclassificabile: provocatorio e poetico, profondamente radicato in questi anni tumultuosi e assieme classico e senza tempo. Nelle sue canzoni gli aspetti più banali della vita diventano momenti di commovente grandezza e le tragedie, gli amori, i dolori vengono dissacrati attraverso le lenti dell’intelligenza e dell’ironia. In una altalena emotiva senza soluzione di continuità, nella quale l’ascoltatore spesso arriva a non sapere più se ridere o piangere.

“Il Mondo E’ Come Te Lo Metti In Testa? (I Miracoli-Jaba Jaba Music/Audioglobe) è il suo secondo disco ed uscirà a Gennaio 2013. 49 minuti e 37 secondi: il tempo di un viaggio surreale, provocatorio e poetico che spicca il volo dal problema della salatura della pasta e si spinge su fino all’Universo.

Passando per la voglia di diventare donna, Marchionne, i cinesi, il sesso, l’amicizia, le multe non pagate, la droga, i seni delle donne anziane. 14 canzoni che raccontano – con un linguaggio autentico fino ad essere indisponente, parlato, urbano e allo stesso tempo lirico – che la realtà è quella che crediamo di conoscere solo fino a quando qualcun altro non ce la mostra sotto un aspetto diverso.

Il disco è stato registrato in presa diretta e praticamente senza sovraincisioni, in duo (Giovanni Truppi alla voce, alla chitarra e al pianoforte e Marco Buccelli alla batteria), durante lo scorso Agosto al Sam Recording Studio da Ivan Antonio Rossi (già con Zen Circus e Bachi da Pietra).

Truppi e Buccelli – entrambi napoletani, ma con base uno a Roma e l’altro a New York – collaborano in studio e dal vivo da diversi anni e hanno lavorato alla preproduzione dei brani tra Napoli e le loro rispettive città di residenza.

Il loro intento è stato quello di riportare nella maniera più fedele possibile la dimensione intima e teatrale dei loro live, asciugando gli arrangiamenti, cercando di accorciare la distanza tra i musicisti e l’ascoltatore (quasi a voler trovare il modo di portare quest’ultimo “fisicamente? nella stanza dove sarebbero avvenute le registrazioni). Marco Buccelli, coproduttore dell’album, è un musicista eclettico: ha fatto parte dei Glorytellers (ultimo progetto di Geoff Farina, storico leader dei Karate), è coproduttore e batterista per la cantautrice Xenia Rubinos, ha all’attivo un disco solista di musica improvvisata (Hypercube [El Gallo Rojo/ Jaba Jaba Music]) e il suo drumming cantabile, immediato e al contempo sofisticato è la naturale controparte del modo in cui Truppi racconta le sue storie.

Dall’incontro tra i due è venuto fuori un disco punk per attitudine e non per genere, che confeziona per le canzoni di Giovanni Truppi un vestito non riconducibile ad un’epoca ed a uno stile precisi, succinto fino a sfiorare la sconcezza, che ce le mostra in tutta la loro spiazzante autenticità.

www.giovannitruppi.com

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